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Conferenza a Bassano del Grappa, 16 settembre 2012, “L'Amore oltre la morte”

L'Amore oltre la morte

Sabato 16 settembre, presso l'Hotel Belvedere a Bassano Del Grappa, Marco Ferrini (Matsyavatara dasa) ha tenuto una conferenza sul tema “L'Amore che libera”, alla presenza di 300 persone. L'amore che libera è una forza che non inventiamo né che generiamo noi ex novo. Non si produce con qualche elucubrazione mentale, né è il frutto di un semplice sentimentalismo. C'è, esiste come energia imperitura, indistruttibile, perfetta, che è origine, sostegno e scopo del vivere. Arde come una fiamma ma è coperto da strati che non lo rendono percettibile a chi non è cosciente del proprio sé spirituale.

Non si produce con qualche elucubrazione mentale, né è il frutto di un semplice sentimentalismo.  C'è, esiste come energia imperitura, indistruttibile, perfetta, che è origine, sostegno e scopo del vivere. 

Arde come una fiamma ma è coperto da strati che non lo rendono percettibile a chi non è cosciente del proprio sé spirituale. 

Se non esistesse, non avrebbero potuto compiersi opere grandiose da parte di uomini e donne che da quell'Amore hanno attinto genio, creatività, fervore nel prodigarsi per gli altri e capacità di realizzare scopi ideali. 

E' quell'Amore che ha permesso a Galileo di dedicare la vita allo studio delle leggi della Natura o che in Michelangelo ha alimentato l'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. 

I guru, i profeti, i maestri delle varie tradizioni spirituali autentiche hanno descritto le caratteristiche di questo Amore che è senza “se” e senza “ma”: amare a prescindere. 

Questa energia possente è definita nella tradizione indiana con il termine Bhakti. 

Non esiste nella natura fisica o chimica. La Bhakti è un moto dell'anima. E' una frequenza, un modo di essere, che si può espandere all'infinito fino ad amare Dio e con Lui tutte le creature.

Immaginate una vita senza la paura della morte.

Immaginate una vita senza la morte.

Immaginate una vita senza le sofferenze. E senza le malattie.  

E' l'Amore che libera dalle sofferenze, alle quali invece non si può sfuggire se si è identificati con un corpo di materia, con le illusioni e i condizionamenti della psiche.

Quali esperienze stai accumulando oggi?

Quali sono le tue aspirazioni più profonde?

Fino a che non s'impara a fare un lavoro profondo per entrare dentro se stessi, le proiezioni prodotte dai  condizionamenti, propri e altrui, riducono e appiattiscono le  potenzialità dell'essere.

Ci fanno balzare dall'eccitazione alla depressione, dall'euforia alla depressione, fino a farci sprofondare nelle tenebre. 

La prospettiva che offre lo Yoga della Bhakti è un salto di paradigma. 

Ne parla anche Dante nella Divina Commedia e San Francesco con la sua stessa vita.  Millenni prima lo troviamo descritto, in maniera sublime, nella Bhagavad-gita. E' quello l'amore che libera.

Le parole del Maestro sono risuonate vivide, potenti, come se fossero state scolpite nella roccia. Sembravano un libro già scritto, ma che allo stesso tempo prendeva corpo proprio in quel momento, di fronte a noi, con noi, per rispondere ai nostri interrogativi, ai cruciali dilemmi esistenziali. 

Non vi basate sui dogmi ma interrogatevi profondamente, ha esortato Ferrini. Cercate di non essere asserviti a nessuna idea prefabbricata. 

Sono state poste molte domande da parte dei presenti. 

Ognuno era lì con la propria esperienza di vita, in alcuni casi anche difficile da accettare e da sostenere.

Ulteriori approfondimenti saranno possibili nel corso del Seminario che Marco Ferrini terrà il 29 e il 30 settembre ad Asiago.