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Ricordando il Mahabharata

Postato in Diario

Testimonianza di un seminario sul Mahabharata da parte di una corsista del Centro Studi Bhaktivedanta

Assorta nei miei pensieri, percorro la strada intercollinare costellata di curve che mi conduce al luogo previsto per il seminario guardando, con un certo interesse, il paesaggio che via via si presenta ad i miei occhi....un paesaggio che ad ogni curva appare differente dal precedente ma che, allo stesso tempo, osservo, è in qualche modo intrinsecamente uguale.

Penso ai paesaggi come alle situazioni della vita di ognuno: anch'esse appaiono differenti ma sono intrinsecamente simili, poiché sono legate da quel filo sottile ed invisibile che intesse la trama di tutte le nostre vite e che è il divenire.

Giungo a destinazione in tempo per accogliere insieme a tutti gli altri corsisti lo straordinario oratore, narratore, docente e Maestro di vita che è Marco Ferrini e poi mi dirigo verso la sala dove da lì a poco avrà inizio il seminario.

Il Maestro Marco Ferrini comincia la lezione introduttiva e ci descrive le narrazioni del Mahabharata come il grande tesoro che ogni uomo saggio e di risvegliata consapevolezza sarà in grado di apprezzare e soprattutto  integrare nella propria  vita e, inoltre, ci sottolinea l'importanza del predisporsi nella maniera più idonea all'ascolto proprio per poterne trarre il massimo beneficio. Comprendo quanto un atteggiamento consapevole e ricettivo sia alla base di ogni sano e progressivo processo di evoluzione personale, sia a livello mondano che a livello spirituale.

Il Maestro ci consiglia dunque, per poterci elevare e comprendere le narrazioni nel loro significato più profondo, di ascoltare con grande umiltà....se non riusciamo ad essere umili, se ascoltiamo con pregiudizi e valutiamo in modo iper-razionale, senza concedere al cuore di percepire e registrare tutte le vibrazioni che riceviamo, non potremo cogliere i preziosi insegnamenti che si celano all'interno di queste narrazioni.

L'umiltà, in questo caso in particolare risulta essere sinonimo di ricettività...umiltà è il sentirsi pervadere da profonda ammirazione nei confronti di ciò che è più grande di noi, di ciò che rapportato a noi è immenso. Umiltà significa riuscire a farci piccoli piccoli per trovare una nostra propria collocazione all'interno di queste narrazioni, sentirsi parte in qualche modo dell'enunciato come se esso non fosse solo una prerogativa facente parte di un antico e dimenticato passato, ma piuttosto parte integrante di una vivida e più che mai attualizzabile realtà. 

Queste narrazioni dovrebbero dunque esser ascoltate con il cuore e la mente aperti e dal momento che ognuna di esse si presenta con un linguaggio onirico e con sequenze soltanto apparentemente disordinate di immagini, è indispensabile non soltanto ascoltare ma concedersi di visualizzare e sognare, cercando di proiettare sul proprio schermo mentale immagini che verranno poi elaborate e che ci aiuteranno nel momento del bisogno. 

Così, cercando di predispormi al meglio, con grande attenzione, permettendo che la sequenza di immagini di cui il Maestro ci parla possa manifestarsi, cercando di mantenermi libera dal condizionamento prodotto dalla mente razionale, mi lascio pervadere dalle vibrazioni, dagli insegnamenti, dalle parole di saggezza enunciate.

Man mano che procede il mio ascolto, mi convinco sempre più che ci sono molti aspetti e fattori all'interno di queste narrazioni che possono aiutarmi realmente a migliorare me stessa, se queste vengono ascoltate e commentate da una Persona Illuminata che mi offre l'opportunità di trascendere il finito e di proiettarmi verso l'infinito, introducendomi alla comprensione in chiave spirituale: quella comprensione che non ha limiti e barriere e che  permette di capire le verità del proprio mondo per poter poi comprendere le verità dell'universo. 

Ogni storia che viene narrata mi permette di comprendere con chiarezza quanto l'adesione consapevole al principio etico universale o Dharma in funzione del conseguimento di un bene superiore, sia la condizione essenziale per fare in modo che il grande Disegno Divino recante in sé i presupposti per la nostra evoluzione, possa realizzarsi. 

Mi colpisce molto, ascoltando le narrazioni, il fatto che, per una serie concatenata di eventi che coinvolgono i personaggi più disparati, alcuni con buoni propositi ed altri con meno buone intenzioni, il risultato sia sempre il trionfo di ciò che è giusto e benefico per tutti, affinché ciascuno possa gradualmente riscoprire la migliore versione di se stesso. Così possiamo trovare in queste narrazioni personaggi con loschi interessi che incrociando le proprie vicende con personaggi esemplari da un punto di vista etico, comprendono le loro bassezze e danno dimostrazione che le qualità personali erano state soltanto oscurate dai difetti e che quindi è più che mai possibile ed auspicabile liberarsene.

Un insegnamento è determinante: ognuno realizzerà sé stesso e le proprie aspirazioni evolutive se nell'agire osserverà il proprio svadharma (ruolo, ordine, natura ontologica individuale ) e, di conseguenza, si armonizzerà con il sanatana dharma (ordine universale ) e se sarà in grado di considerare il proprio bene importante quanto lo è quello di  tutte le altre creature.

In queste narrazioni l'arroganza, l'egotismo, la falsità, l'arrivismo, l'invidia, la bramosia,  inficiano la propria ascesa verso la realizzazione ultima, sono comportamenti che fanno regredire spiritualmente, sempre pericolosi per sé stessi e per gli altri.

Alla fine di ogni narrazione ciò che mi colpisce è il trionfo e l'importanza del rendere sacro ciò che si fa...l'importanza del sacrificarsi per l'ottenimento di un bene superiore condivisibile con gli altri, che è alla base di ogni sana ascesa spirituale.

Ho compreso anche come sia forte e profondamente radicata l'aspirazione insita nell'animo di ognuno di voler ricercare e ritrovare un'armonia originaria universale che pare essere messa ogni volta in crisi da comportamenti o decisioni sbagliate, come ci dimostrano i perigliosi personaggi citati nelle narrazioni.

Lo straordinario disegno divino di cui siamo  parte integrante e dinamica è un ensamble armonico: il mondo attraverso i suoi accadimenti non opera mai contro di noi bensì a nostro beneficio, per farci riflettere sulle nostre concezioni ed azioni errate, dandoci al contempo la possibilità di porvi rimedio e di poterci riscattare in ogni momento della nostra vita, se sinceramente lo desideriamo.

Il Mahabharata mi appare in tutta la sua grandiosità come l'immenso campionario di tipi psicologici di cui il Maestro ci ha parlato all'inizio del seminario, e le narrazioni in sé ci mostrano chiaramente le conseguenze dell'assunzione di determinati modelli e di come i nodi della vita sia necessario imparare a scioglierli anziché ignorarli oppure tentare di negarli.

L'ascolto del Mahabharata mi ha procurato non soltanto un acceso interesse per le tematiche trattate ma anche particolari straordinarie sensazioni: che emozione ho sperimentato quando il Maestro ci ha detto che la base comune che si esprimeva attraverso le narrazioni è il perdono, che di mancanza di perdono si può anche morire, che per Amore si può dare anche la propria vita...e che si può scegliere di andare incontro a difficoltà enormi per rispetto di una parola data o per perseguire un principio di ordine universale!

Questi sono concetti che forse inconsciamente percepivo o sapevo già, ma avendoli compresi in questo modo, attraverso la spiegazione ed il commento da parte di una persona illuminata ed illuminante quale è Marco Ferrini, ne ho ricevuto la gioiosa conferma.

Sono ripartita sentendo coesistere dentro di me la nostalgia  per quei giorni sereni trascorsi assieme quasi senza tempo, ed un senso di grande leggerezza, di serenità e di gratitudine nel cuore.

Peccato che non tutti seguano questo percorso di consapevolezza verso la verità e la luce, ho pensato...perciò ancor più mi sento onorata, e soprattutto grata, di aver avuto la grande, sicuramente non comune, opportunità di farlo.

Marika Ferrero